while (true) sentence $sb;

E’ passato tanto tempo ormai da quando feci il mio primo boot (o meglio, lo feci fare alla macchina che mi stava davanti, per carità…). Da allora ogni giorno vedo volteggiare di qua e di là, per tutte le ore del dì, algoritmi di ogni tipo.

A causa di questa mia infanzia traumatica, a volte succede che mi capitino per la testa strane idee

E fu così che tre o quattro anni fa, meditavo su quanto infame fosse in linea di principio il mestiere dell’avvocato: la loro attività consiste sostanzialmente nello scovare i bachi nella legislazione e, usando l’insidiosa retorica, girare e rigirare la frittatona in modo del tutto arbitrario, tenendo ovviamente conto delle due fondamentali variabili che sono l’abilità dell’avvocato stesso e il denaro investito dal cliente…

Meditavo invero anche su un’altra importante questione direttamente collegata al mestiere dell’avvocato. La giustizia. Voglio dire, la frittatona. Com’è possibile che una legge non dia nessuna garanzia? E’ come un foglio di cartoncino che non fa passare la luce, ma se disponi di un esercito di avvocati lo puoi ungere e diventa perfettamente trasparente. In tribunale non è detto che A = not A non abbia senso.
Ma non attribuiamo agli avvocati tutto il merito. Voglio dire, è possibile che sulla stessa questione un giudice dica “A” e dopo due mesi ne salti fuori un altro bello bello con un “not A”, così, senza un motivo evidente. Gli girava così.
Esistono persino tali specialisti di giurie, come il Keanu Reaves de “L’avvocato del Diavolo”, specializzati nella selezione dirigista della giuria, in modo da non farsi giudicare dallo studente che ha appena preso 18 in Analisi 73 dopo $anni insonni…
Non è tutto. Un paio d’anni fa ho avuto modo di discutere con un tale avvocato, che aveva deciso di venire a fare l’orientamento nella mia scuola. Secondo questo abbronzato ed incravattato tizio, lo scopo di un testo di legge è quello di essere “il più ambiguo possibile“. “In modo da poter essere ‘addomesticato’ per i casi più vari”, diceva. Cioè, un senso ce l’ha. Ma è un senso senza senso. A dirla tutta mi fa schifo, questo senso.

Perciò ho cominciato ad immaginare qualcosa di diverso dai normali testi di legge, qualcosa di inequivocabile ed incorruttibile, qualcosa di matematico… Qualcosa di molto simile a una informazione codificata, che possa essere processata da un algoritmo
Ebbene sì, perché non immaginare un’informatica della giustizia?
I bachi nei testi non più usati meschinamente dagli avvocati, bensì corretti, fixati. Il Parlamento come un sistema integrante un CVS e un Bugzilla pubblico. I disegni di legge come Beta version. Un bug-day ogni due settimane. I processi in tribunale come mera esecuzione di un algoritmo. I programmatori a fare politica. I politici a fare i programmatori. Il Moppo presidente. Manfroze sulla Luna…

Tutto questo per dire cosa? Che sono arrivato prima dei cinesi. Già, perché i cinesi hanno effettivamente *implementato* qualcosa tra quella montagna di fesserie che ho appena scritto (per il manfroze sulla Luna ci stanno lavorando).
Punto Informatico riporta quanto segue:

Cina, il verdetto lo decide un software. Le rivelazioni del South China Morning Post: un tribunale nella provincia di Shandong ha emesso oltre 1500 sentenze grazie ai suggerimenti di un software.

Ora, ho i miei dubbi che l’implementazione del tribunale di $posto_sperduto nello Shandong sia in qualche modo seria. Ma c’è da dire che l’idea in realtà ha un senso.
Perché dopotutto il senso è mio.

L’ho brevettato, per cui i cinesi si mettano il cuore in pace.

2 responses to “while (true) sentence $sb;”

  1. PkerUNO on

    Qualcuno ha detto “Avvocato”?

  2. Morpheu5 on

    > Il Moppo presidente.

    In effetti, a ben guardare…

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