Google piazza l’SDK, l’Italia rimane spiazzata.
Meno di una settimana fa Google ha dato in pasto alla stampa l’annuncio della piattaforma opensource Android, basata su Linux e Java e quindi capace di girare su un numero clamorosamente elevato di dispositivi già in commercio.
Il software in user-space è stato confezionato con licenza Apache, e Sergey Brin invita di persona gli sviluppatori, da un video sul tubo, a estendere a piacimento la piattaforma. E che invito: dopo aver rilasciato l’SDK, Google ha stanziato ben 10 milioni di dollari in premio alle migliori applicazioni.
Ottimo, cominciamo a lavorare dunque! No… aspetta…
The Android Developer Challenge is open to individuals, teams of individuals, and business entities. While we seek to make the Challenge open worldwide, we cannot open the Challenge to residents of Cuba, Iran, Syria, North Korea, Sudan, and Myanmar (Burma) because of U.S. laws. In addition, the Challenge is not open to residents of Italy or Quebec because of local restrictions.
Beh, alla fine siamo riusciti a inserirci di fianco alla lista degli stati canaglia… Sarei comunque curioso di conoscere la natura di queste “restrizioni locali”, qui non viene approfondito — forse per pudore, chissà.



