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good morning — bene, sono passati circa 29 giorni dal mio ritorno dalle vacanze, ed è effettivamente giunto il momento di tornare alla vita. Non che non sia successo niente in questo settembre: ho mangiato, dormito, studiato più del solito, bevuto e fatto tardi, ancora studiato. Alla fine due esami andati e uno da ripetere. Tutto sommato non proprio malissimo. Mi sono pure trovato un lavoretto per comprarmi le merendine. No, non proprio malissimo. E, da domani, si ricomincia con il tran tran!

siculonia — si diceva, le vacanze.  Mi sono accorto proprio ora di non aver nemmeno accennato a una mia partenza; in verità, non ho accennato un bel niente. Blog spoglio, com’è giusto che sia del resto. Rispecchia perfettamente la mia indole, dunque non ne faccio un dramma: sono finiti i tempi ingenui della “blogorevolusciòn”.
Ad ogni modo, devo dire che mi sono proprio goduto i 15 giorni di stacco dalla real-life, tra le spiagge intorno a Siracusa e i palazzoni di Palermo. È stato uno stacco vero e proprio, se così si può definire l’incontrare una volta all’anno dei bit in carne e ossa. Bel posto la Sicilia sudorientale — ma già lo sapevo, c’ero già stato molto tempo fa — belle le spiaggette lì intorno e bella la casa che abbiamo affittato immediatamente sopra al Teatro Greco.

Sisma Succhia
l’impietoso messaggio sotto casa nostra

sisma succhia — già, questo è stato il benvenuto della Città di Siracusa al nostro arrivo. Chi sa capirà, eccome… Come c’era da aspettarsi, il livello degli eventi non è salito molto da questo ingeneroso inizio. Io già temevo che la presenza di un computer in casa avrebbe scombussolato tutti i meccanismi vacanzieri, e così è stato; guardarsi la prima serie di Boris in due giorni netti e la seconda nella giornata successiva non ha aiutato, ma tant’è. Poco importa se per le due settimane di fresco riposo siamo andati in giro a parlare come dei novelli Corrado Guzzanti! Il peggio è stato invero continuare a farneticare anche nei numerosi1 locali notturni della zona. Del resto, memorabili le roventi grigliate di Tiziano con i centinaia di gatti annessi, così come i discorsi interrotti dall’insopportabile Wiki via UMTS…

palemmo — diciamo che è come me l’aspettavo. Nella prima serata di ricognizione a Ballarò col froze, siamo subito stati avvicinati da baldi giovani in motorino2, con intenzioni abbastanza prevedibili, e quasi sbranati da un branco di cani scesi dall’autobus. Di notte è veramente inquietante, specie a Ferragosto, e specie quando il Comune per risparmiare spegne i lampioni…
Di giorno, invece, è tutta un’altra cosa: il giro turistico della città ci ha portato da ingrovigliati parchi di liane a opulenti hotel modaioli3. La stanza del froze, poi, beh; decisamente perfetta per un pker.
La notte prima del viaggio di ritorno l’abbiamo passata nel crocevia principale della Palermo da Bere: un immenso spiazzo erboso pieno di ggiovani imbottiti di alcol e simpatia4, in compagnia di un’altrettanto simpatica e piacevolmente loquace amica del palermitano.

i viaggi — l’aereo, questo sconosciuto! Ho effettuato i primi due voli della mia vita tramite due compagnie low-cost (ma, visti i tempi, mi è andata di lusso…). Ho immediatamente compreso il significato di turbolenza. Partenza da Orio al Serio con lo Sgrigno: su Bergamo si scatena l’iradiddio in tutta la sua crudele potenza, ai passeggeri viene il mal di mare (!) ancora prima di allacciare le cinture. A sorpresa io, passeggero inesperto, ero il meno spaventato (non avendo nessun termine di paragone): tutt’intorno, scene di panico generalizzato, con il solito bambino che prevede un catastrofico ed esplosivo atterraggio.
Le macchine! Ne abbiamo usate ben due nei nostri spostamenti siculi. Da premio Nobel per la tecnica è sicuramente l’add-on di quella del froze: forse voi ritenevate possibile accendere una macchina premendo un pulsante nel vano portaoggetti? eh? eh?

wordpress – effettivamente, però, questo blog succhia (proprio come Sisma) da troppo tempo. E in verità ho sull’HD una versione aggiornata quasi completa. Per capire la portata del quasi, ho fatto fatica a ricordarmi di aver mai modificato WordPress. Però c’è. E presto sarà online, insieme a una pulizia intima del sistema.

State freschi.

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1 La Factory, la Factory e… ah, sì: la Factory!
2 Il casco laggiù non è un optional, è proprio un insulto.
3 Ma dov’era Paris che si agita ignuda?
4 .

one response to “(re)load”

  1. Marco on

    Viva la pulizia intima! :-)

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